IL MERCATO DEL LAVORO

IL MERCATO DEL LAVORO

1.1 Il Mercato del Lavoro
Siamo abituati a leggere sulla stampa definizioni del mercato del lavoro secondo cui esso costituirebbe un luogo ove si incontrano domanda e offerte di lavoro, aziende, imprenditori, enti pubblici e persone in cerca di lavoro. Il mercato è considerato come una sorta di mercato borsistico, ove attraverso meccanismi di autoregolazione si definiscono le figure professionali ricercate, il loro livello retributivo e, in definitiva anche l’entità della disoccupazione .
Il mercato del lavoro NON E’ COSI’ , non è così automatico come lo si vorrebbe descrivere ecco perché alla base della presente guida vi sono due specifici obiettivi che perseguiamo nella nostra attività di orientamento:
1) favorire una maggiore serenità nell’individuo attraverso una migliore conoscenza del mercato del lavoro;
2) aiutare la persona a reperire valide informazioni che lo possano favorire nella ricerca di lavoro .

1.2Le Professioni che cambiano
a)Il mercato del lavoro è profondamente cambiato, ha visto dagli anni ’80 in poi un peso sempre crescente dei servizi, una rivoluzione nell’informatica e nelle telecomunicazioni, è nato il commercio elettronico e finanche l’e-business. L’apparato industriale italiano ha operato una sua prima riconversione negli anni ’80, un’altra la sta effettuando ora per adeguarsi alla globalizzazione dei mercati.
b) Il mercato delle professioni , a differenza del passato cambia anch’esso sempre più velocemente . Quindi, siamo nel vero quando diciamo che il lavoro è finito, nel riscontrare lo stato di crisi di certe professioni, ma non consideriamo adeguatamente le nuove professioni o addirittura quelle a noi “sconosciute” che, intanto, stanno nascendo. Tutto ciò non ci deve portare ad assumere atteggiamenti iper - ottimistici o pessimistici in base a come consideriamo il problema.

1.3 Il Mercato nascosto
c) Dobbiamo, invece, acquisire una visione equilibrata che ci consenta , soprattutto di penetrare nel cosiddetto “mercato nascosto” del lavoro.In realtà la stessa struttura industriale del Paese Italia, dell’Europa e degli Stati Uniti ad evidenziare come il tessuto industriale sia composto per l’80 % da Piccole e Medie Imprese (in Italia questa cifra sale al 90 %). Ciò significa che vi sono migliaia e migliaia di imprese piccole, che non fanno pubblicità, che non pubblicano annunci, ma che stanno ricercando personale e noi non lo sappiamo . Per avere un’informazione più approfondita ci soccorre il Sistema Excelsior dell’Unioncamere, www.unioncamere.it , che sistematicamente realizza indagini presso aziende ed enti pubblici.
d) Il mercato del lavoro, inteso come figure professionali richieste, oltre ad essere poco “visibile”, assume contorni localistici , o tipici di certe aree geografiche (es. il Nord Est d’Italia).
e) Quindi possiamo dire che solo “astrattamente” vi siano professioni che “vanno per la maggiore”, in realtà bisogna considerare l’area geografica,, il tipo di specializzazione o di funzione, l’esperienza lavorativa etc. .
f) Alcune professionalità da noi in “esubero” quali quella del “dottore commercialista” o quella avvocatizia possono sfruttare le stesse capacità in una nicchia di mercato diversa .
g) In conclusione per operare al meglio nella ricerca delle informazioni sulle professioni bisogna poter rispondere alle seguenti domande:
- qual è la professione da me preferita che ricomprende il settore o l’area di studio che a me interessa ?
in quale località geografica la posso svolgere ?
con quale forma contrattuale di lavoro ?
La Disoccupazione in Italia e in Abruzzo
Disoccupazione - (Fonte ISTAT e Abruzzo Lavoro)
Il 34° Rapporto Censis edito nel 2001 evidenzia come per il 56 % dei giovani tra i 18 e i 29 anni il lavoro sia il problema più importante del Paese, seguito da un 35,6 % per il quale sarebbe l’immigrazione e da un 30 % secondo cui il problema principale sarebbe la droga. Le nuove generazioni sembrano propendere per forme di lavoro “atipico” e autonomo, con un investimento anche nella formazione. Sembra tornare in auge l’impegno nella riuscita professionale e nella valorizzazione del merito. L’aspirazione alla carriera fa sì che si accettino anche lavori poco pagati ma che offrano spazio per una crescita professionale. La formazione è, quindi vista come un valido ausilio per migliorare il proprio curriculum professionale. Dalla ricerca emergono valori quali :
la famiglia;
la lunga permanenza in ambito familiare;
l’interesse per il volontariato;
l’interesse per la pace, l’ambiente e gli altri grandi temi;
la riscoperta del lavoro come mezzo di gratificazione.
Il rapporto ISTAT relativo all’anno 2000 indica per l’Abruzzo i seguenti tassi di disoccupazione :
7,9 % (tasso di disoccupazione generale m + f )
5,0 % (tasso di disoccupazione di lunga durata)
13,0 % (tasso di disoccupazione femminile)
25,1 % (tasso di disoccupazione giovanile)
La situazione è migliorata rispetto ai dati del rapporto ISTAT 1999:
10,1% (tasso di disoccupazione generale m + f )
6,5% (tasso di disoccupazione di lunga durata)
15,9% (tasso di disoccupazione femminile)
28,8% (tasso di disoccupazione giovanile)

Nel mese di Giugno 2001 l’Abruzzo ha visto crescere del 2,7 % gli iscritti alla prima classe delle liste di Collocamento (166.884 persone) rispetto allo stesso mese del 2000. Analizzando tali dai su base provinciale, notiamo come il maggior numero di iscritti sia in Provincia dell’Aquila con 44.394 persone (17.279 maschi e 27.115 femmine), segue Chieti con 42.336 unità (16.091 maschi e 26.245 femmine), Teramo con 40.156 (16.285 uomini e 23.871 donne), Pescara con 39.998 (17.688 maschi e 22.310 femmine). Rispetto al Giugno 2000 a Pescara si riscontra un aumento di 4.000 unità a Teramo un aumento anche se minore (+ 1.550 unità), L’Aquila si mantiene stazionaria, mentre Chieti diminuisce di 1.700 unità. Secondo i dati di disoccupazione per classi di età riferentisi al secondo trimestre 2001 elaborati, su dati ISTAT dall’Ente Abruzzo Lavoro, ente strumentale della Regione Abruzzo, il maggior tasso di disoccupazione è presente sui giovani dai 15 ai 24 anni (25 % in Abruzzo, 30 % nel resto di Italia). A seguire i giovani da 15 a 29 anni (poco meno del 20 % in Abruzzo, 24, % in ambito nazionale). Il tasso di occupazione vede i giovani minimamente presenti rispetto al totale (meno del 20 % in ambito regionale, poco più del 20 % in ambito nazionale). Dalla simulazione degli andamenti economici di lungo termine emergono alcune tendenze tra le quali riteniamo più interessanti i seguenti fenomeni (Fonte Abruzzo Lavoro) :
1. La popolazione in età attiva subirà nel lungo periodo (2010) un ulteriore decremento, pari a 0,8 milioni di persone;
2. Si assisterà ad un notevole invecchiamento della forza - lavoro, in quanto l’immissione dei giovani attivi sarà interamente compensata dall’incremento degli attivi in età adulta;
3. Il differenziale tra il tasso di disoccupazione maschile e femminile (quello femminile è doppio di quello maschile) resterà invariato sino al 2003. Scarso è l’utilizzo del part - time : il recentissimo rapporto EUROSTAT 1999 (Ufficio Statistico Europeo) mette in luce i mali del mercato del lavoro presenti in Italia alla fine del 1998: tassi di occupazione ben inferiori alla media europea, rigidità del mercato del lavoro, scarso utilizzo del part - time .
Il tasso di occupazione, nella popolazione tra i 15 e i 64 anni, è del 50,8 % ben 10 punti al di sotto della media europea (60,8 %) , con ben 30 punti percentuali di disparità tra uomini e donne (65,1 % per gli uomini e 36,7 % per le donne).
Viceversa i tassi di occupazione a livello Ue sono del 70, 5 % per gli uomini e del 51,1 % per le donne .
Ciò serve a rimarcare ulteriormente le caratteristiche della nostra disoccupazione :
a)caratterizzata dall’avere una composizione che vede i giovani tra i 18 e i 29 anni e le donne con i più alti tassi di disoccupazione media europea ;
b)con maggiori disoccupati di lunga durata rispetto al resto d’Europa;
c)assai marcata differenza territoriale nello sviluppo economico e nel tasso di disoccupazione.
Il recente censimento ISTAT rivela come negli ultimi dieci anni vi sia stata una crescita record del Nord Est d’Italia, ove i lavoratori dell’industria sono il 38,5 % e vi sia stato un aumento dei lavoratori dei servizi pari a un + 29,3 % .
Contemporaneamente vi è stata di recente una forte crescita economica di alcune province del profondo Sud : Catania, Agrigento, Enna, Napoli, crescita che attualmente avviene ad un tasso superiore a tutte le Regioni del Nord. Un altro “miracolo” si è compiuto a S. Giovanni Rotondo ove negli ultimi tre anni, nel solo settore dei servizi sono stati creati + 4.000 nuovi posti di lavoro. E’ bene notare la estrema differenziazione territoriale a “macchia di leopardo”, ove accanto ad “isole felici”, vi sono sacche estese di rallentamento economico. Le suddette province del Sud hanno sviluppato in particolare il settore informatico e telematico, senza passare attraverso la fase dell’industrializzazione. Sono prospettive comunque da incoraggiare, ma che già denotano un trend: infatti nel Centro Sud l’occupazione nei servizi è preponderante rispetto a quella nell’industria e in agricoltura: al Centro 32,5 % al Sud 28,4 % .
A fine anno 2001 si è riscontrato nel Paese e anche in Abruzzo un rallentamento negli investimenti e nei consumi. Tale tendenza è proseguita nel primo bimestre del 2002 ove si è riscontrato un calo dell’occupazione nell’industria (- 32.500 posti pari a - 4,5 % su base annua). Nei servizi la flessione è stata dello 0,5 % (pari a - 0,5 % posti) (Fonte Istat).
Da ultimo in questa sede si vuole evidenziare l’importanza della lettura: solo il 10 % dei giovani legge assiduamente un quotidiano (Fonte Eurisko 2002) . Ciò fa sì che dati importanti quali quelli relativi al fatturato dell’industria italiana ripartiti per settori di attività, sfuggano ai più. Eppure (Fonte Istat 2002), una rapida lettura di tali indicatori evidenzierebbe ad es. che le attività di raffinerie sono in calo (- 12,2 %) , mentre il settore pelli e calzature cresce (+ 4,2 %) . Queste informazioni prelevate sulla stampa, dovrebbero essere inserite in fogli plastificati e inseriti in un classificatore ad anelli, ove il giovane dovrebbe inserire tutte le informazioni sul mercato del lavoro. In tal modo avrebbe un quadro più chiaro e potrebbe affrontare la ricerca di lavoro con maggiori mezzi , evitando ad es. di disperdere energie in settori ove vi sia un calo di fatturato e concentrando gli sforzi verso quelli in crescita.

2.0 CONTRATTI DI LAVORO

2.1 Dal posto fisso all’evoluzione delle forme di lavoro
Sgombriamo il campo da alcuni luoghi comuni : il lavoro garantito non esiste. E’ bene considerare il lavoro come una prestazione professionale a fronte della quale viene erogata una retribuzione proporzionale al lavoro svolto. Sottolineo il termine “professionale” poiché il lavoro deve essere svolto con “professionalità” competenza e passione . Solo in tal caso il lavoro “paga” , si cresce professionalmente e si amplia il bagaglio delle proprie conoscenze. E’ da stolti considerare il lavoro come il “posto” che una volta “conquistato”, diventa un vero diritto intangibile “vita natural durante”. Le modificazioni del mondo del lavoro in questi 20 anni sono state grandi e hanno frantumato questa antica certezza. Restano alcune “sacche”, ma costoro rischiano di avere un bruttissimo risveglio. Quindi sul lavoro , massima prontezza e serietà, le difficoltà, infatti, sono sempre in agguato: incomprensioni col capo o con i colleghi, “mobbing”, crisi di mercato. Non crediate che le vostre difficoltà spariscano col fatto di aver reperito un’attività lavorativa ! Esse cambiano solo di contenuto! Quindi mai abbassare la guardia ! Rispetto al passato non si ha più un solo lavoro per tutta la vita ma nel corso della propria vita si affrontano più lavori e si imparano più mestieri. Ciò presuppone delle vere e proprie capacità di ricerca del lavoro, ma anche aggiornamento continuo, analisi delle informazioni etc. . Oggigiorno non prevale più il lavoro individuale ma il lavoro in “team”, quindi diventa necessario possedere capacità di ascolto, ma anche capacità di collaborazione nel lavoro di gruppo, problem solving. I ruoli oggi sono più dinamici, il mercato è globale, si richiedono maggiori capacità di gestione e pianificazione nonché di comunicazione. La dimensione dei mercati impone la conoscenza delle lingue e una costante adattabilità .

2.2 TIROCINIO FORMATIVO O STAGE
Esso è stato introdotto nel nostro ordinamento con la legge n. 196/97 (famoso pacchetto Treu) che introduceva una serie di strumenti di flessibilizzazione del mercato del lavoro.
Questo tipo di rapporto non si configura come un rapporto di lavoro vero e proprio, quindi nessuna paura! Non si viene cancellati dalle liste di collocamento ! . Il soggetto può svolgere prestazioni lavorative ma non ha diritto ad una retribuzione, le aziende (naturalmente quelle del Nord), in genere attribuiscono al tirocinante un congruo rimborso spese, sono comunque rimborsate le spese documentate (trasporti pubblici, buoni pasto etc.) .
Il tirocinio è un rapporto che lega un soggetto (tirocinante, colui che fa il tirocinio), un’azienda ospitante (non importa se pubblica o privata), un ente promotore (possiamo annoverare Centro di Formazione Professionale o Enti Pubblici, Istituzioni Scolastiche) etc. Queste , inoltre, si impegnano a fornire al tirocinante una formazione, degli utili strumenti di orientamento e una conoscenza diretta del mondo del lavoro. Come avrete capito, si tratta di strumenti che favoriscono un’alternanza scuola - lavoro, che ben si adattano alle esigenze degli studenti e, infine, che costituiscono per loro un’utile strumento per mettersi in luce con l’impresa per un’eventuale e futura assunzione. Inoltre, al termine dello stage l’azienda è obbligata a certificare l’esperienza svolta che comunque arricchisce il soggetto sia dal punto di vista curriculare che professionale. Abbiamo detto che i beneficiari principali sono gli studenti , ma non solo loro: anche gli inoccupati o i disoccupati o coloro che fanno parte delle liste di mobilità sono ricompresi in tale istituto. Una specifica convenzione viene stipulata tra gli enti promotori e le imprese ospitanti (pubbliche o private): essa deve contenere un vero progetto formativo contenente le modalità di svolgimento del tirocinio, i nominativi dei tutor indicati sia dal soggetto promotore sia dal responsabile dell’azienda, l’obbligo per il soggetto promotore di pagare all’allievo tirocinante le assicurazioni contro gli infortuni, la durata e il periodo di svolgimento del rapporto di tirocinio, se grande azienda il settore aziendale ove lo stagista viene inserito. Abbiamo già detto che è previsto , a favore del tirocinante , il rimborso delle spese inerenti il trasporto e i buoni pasto, aggiungo in questa sede che spesso Regioni e Province stabiliscono contributi a favore di stagisti. Basta chiedere all’Assessorato al Lavoro e alla Formazione Professionale della propria Regione e all’omologo Assessorato al Lavoro (o alle Attività Produttive) della Provincia. Le Province, infatti, avendo competenza in materia di Artigianato, possono stabilire contributi a favore di stagisti presso imprese artigiane. La durata dello stage è di 4 mesi per gli studenti della Scuola Media Secondaria , di 6 mesi per soggetti disoccupati o inoccupati (cioè che abbiano perduto la propria attività lavorativa). Oltre a questi, con la medesima durata sono ricompresi tra i beneficiari: i lavoratori in mobilità, gli allievi degli istituti professionali di Stato, gli allievi di attività formative post diploma o post laurea, purchè entro 18 mesi dal completamento di dette attività.
Una durata maggiore (12 mesi) è disposta a favore degli studenti universitari, di coloro che frequentano corsi di Diploma Universitario, Dottorati di ricerca, corsi di perfezionamento o specializzazione post secondari, purchè entro i 18 mesi dal compimento di detti corsi. Una durata di 12 mesi è disposta a favore di soggetti facenti parte di cooperative sociali ex L. 381/91. Una durata di 24 mesi è prevista per soggetti handicappati (ex L. 104) .
Le aziende, ai sensi del D.M. 142/98 possono ospitare stagisti in base alle dimensioni della loro forza lavoro: 1 tirocinante (per aziende da 1 a 5 dipendenti assunti a tempo indeterminato), 2 tirocinanti (per aziende da 6 a 20 dipendenti), aziende con più di 20 dipendenti possono assumere fino al 10 % della loro forza lavoro.
Gli obblighi per le aziende ospitanti prevedono: l’attivazione dell’assicurazione INAIL, l’attivazione dell’assicurazione per la “Responsabilità Civile”, l’erogazione di un “rimborso spese”, la disponibilità di un tutor aziendale. Ulteriori informazioni le puoi raccogliere preso i Centri per l’Impiego. A tal proposito è bene ricordare che con la nuova riforma del collocamento e dei cicli scolastici le esperienze di tirocinio hanno valore di credito formativo , inoltre, qualora l’esperienza di tirocinio venga certificata dal soggetto promotore dello stage, tali esperienze possono essere riportate nella tua Scheda Personale che è destinata a sostituire il libretto di lavoro. Lo strumento in sé è interessante per il giovane poiché oltre a conoscere ed apprendere nozioni del mercato del lavoro, si fa conoscere dall'impresa, sviluppa relazioni utili con colleghi di lavoro, accresce la propria professionalità e arricchisce il proprio curriculum.

2.3 STAGE IN ITALIA E ALL’ESTERO
Le norme che tipizzano lo stage si limitano ad indicare una durata e un periodo di riferimento, nulla vieta che senza sforare nei massimi si possano articolare degli stage di durata inferiore o con un certo aspetto contenutistico rilevato dalla prassi. Pertanto, nella pratica si suole distinguere:
a)lo stage di orientamento, normalmente della durata di circa un mese che serve ad ottenere un primo contatto con il mondo aziendale;
b)lo stage di formazione normalmente da due ad otto mesi, prevede formazione e studio pratico di metodi e tecnologie di lavoro, prevede la realizzazione di un progetto di studio da portare a termine;
c)stage per tesi di laurea , in questo caso i laureandi utilizzano le risorse aziendali per preparare una tesi sperimentale;
d)tirocinio pratico - applicativo, è obbligatorio in alcuni corsi di laurea per integrare la didattica.
La struttura più organizzata in Italia per quanto concerne lo stage fa capo alla Regione Lombardia la quale, in collaborazione con il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, e con il Fondo Sociale Europeo, con gestione affidata all’Associazione per la Cultura e il Tempo Libero (ACTL) ha permesso l’attivazione di una serie di sportelli in Lombardia e di recente anche a Roma. L’iniziativa prende il nome di “Sportello Stage” ( www.sportellostage.it ) e-mail: info@sportellostage.it ; per informazioni : Sportello Stage, Viale Bligny, 23/a, 20136 Milano, tel. 02/58430691, fax 02/58430690 , o anche Sportello Stage - C.P. 1191 - 20101 Milano. Il servizio , inizialmente rivolto esclusivamente a giovani lombardi, consente l’accesso , con ridotte possibilità per i non residenti, anche a giovani delle altre Regioni italiane.
Molte sono le associazioni che in Italia si occupano di stage , cercheremo di fornire informazioni in dettaglio premettendo sin d’ora che indirizzi e numeri telefonici possono aver subito mutamenti. Possiamo distinguere queste strutture in:
a)associazioni fondate e gestite direttamente da studenti ;
b)associazioni che non sono state fondate o gestite da studenti , ma che si rivolgono al mondo universitario e alle imprese.
Tra le prime annoveriamo :
1)AEGEE (Associazione degli stati generali degli studenti europei). Essa promuove incontri tra studenti e aziende e corsi di lingua all’estero ad un costo limitato (i docenti possono essere anche studenti tutor); tali esperienze sono consigliate a studenti desiderosi di conoscere meglio culture e tipi di vita di paesi esteri, per informazioni : AEGEE, Via Pellizza da Volpedo n. 7 - 20100 Milano, tel. 02 - 4818445;
2)AIESEC , (Associazione internazionale degli studenti in scienze economiche e commerciali).L’associazione, orientata agli studenti delle facoltà di Economia e Commercio, cerca di incentivare degli scambi studenteschi a livello internazionale . Essa realizza un suo programma di tirocinio che consente ad uno studente italiano di lavorare in un’azienda straniera e ad uno studente straniero di venire ad effettuare uno stage in Italia, per un periodo che normalmente oscilla dalle 6 alle 78 settimane, ciò grazie a particolari sovvenzioni, a programmi comunitari quali l’Erasmus etc. . L’associazione organizza anche convegni, corsi di formazione, incontri tra studenti e aziende. Per informazioni AIESEC, Via Calatafimi 10 - 20136 Milano, tel. 02 - 89407984;
3)ANGA , (Associazione nazionale giovani agricoltori): essa propone stage negli Stati Uniti. Le figure richieste sono : giovani agricoltori, tecnici, diplomati,, studenti universitari, laureandi o laureati in Agraria, Scienze Forestali o Veterinaria. Gli stage vengono effettuati in collaborazione con le Università dell'’hio e del Minnesota e, prevedono una parte teorica e una parte pratica con attività di lavoro retribuita presso fattorie, per un arco di tempo che va dai 3 ai 18 mesi . Per informazioni ANGA: Piazza S. Andrea della Valle 6 - 00186 Roma ;
4)CESOP, (Centro studi sull’occupazione) è rivolta a studenti delle facoltà di Ingegneria. Essa propone delle guide di aziende che sono alla costante ricerca di alcune figure professionali (es. laureati in economia e commercio, chimica , ingegneria etc.), organizzano dei “working team”, cioè dei gruppi di lavoro che affrontano un caso di lavoro assistiti da un responsabile dell’azienda interessata , nel quale si cerca di risolvere la questione loro proposta. Organizzano anche giornate di incontri tra studenti e imprese. Per informazioni: CESOP, Via San Rocco 13 - 20135 Milano, tel. 02 - 58313492;
5)CONFEDERAZIONE ITALIANA JUNIOR ENTERPRISE , Le junior Enterprise sono associazioni di studenti che , in collaborazione con docenti universitari, svolgono progetti o lavori per privati committenti con una retribuzione inferiore al costo di mercato. Anche se forse non si tratta di un vero stage è intuibile l’utilità per lo studente nel confrontarsi con logiche aziendali e di mercato. Per informazioni : CONFEDERAZIONE ITALIANA JUNIOR ENTERPRISE c/o Alfa Data, strada Padana verso Verona 47 - 36100 Vicenza, tel. 06 - 67486404;
6)ELSA (European law students association). L’associazione offre consulenza agli studenti di giurisprudenza desiderosi di far pratica in altri paesi. Assai interessanti sono , infatti, le prospettive che si aprono a coloro che riescono ad effettuare tirocini all’estero: il mercato estero è alla costante ricerca di consulenti da utilizzare sia presso le imprese sia presso organismi internazionali . Per informazioni: ELSA , Viale Gorizia 25/e - 00198 Roma, tel. 06 - 67486404 ;
7)IAESTE (Associazione europea per lo scambio studentesco nelle esperienze tecniche). L’associazione incentiva scambi tra studenti di materie tecnico - scientifiche in almeno 50 paesi. Per informazioni: IAESTE c/o Politecnico di Torino, Corso Duca degli Abruzzi 24 - Torino, tel. 011 - 5627421 ;
8)MSOI (Movimento Studentesco per l’organizzazione internazionale). Esso è la sezione giovanile della SIOI (società italiana per l’organizzazione internazionale, promuove il federalismo e l’amicizia tra i popoli, convegni etc. . E’ interessante poiché fornisce tutte le informazioni utili per accedere agli stage presso gli organismi internazionali . Per informazioni: MSOI , Piazza Duomo n. 14 Milano, - 20122 Milano, tel. E fax 02 - 86463256;
9)SISM (Segretariato Italiano di Studenti di Medicina). Essa sviluppa un programma di lavoro e ricerca in ospedali cliniche, laboratori in Europa, Stati Uniti e Africa. Per informazioni : SISM c/o Policlinico S. Orsola, Via Massarenti 9 - 40138 Bologna.
Tra le associazioni che si rivolgono al mondo universitario annoveriamo:
1)ATA (Associazione Tecnica dell’automobile). Essa è stata fondata dal gruppo Fiati per incentivare la formazione di laureati e laureandi, consente di fare stage in aziende del gruppo a laureandi in ingegneria, architettura e fisica, purchè intendano portare avanti tesi su argomenti automobilistici. Naturalmente la selezione avviene in base al curriculum e al tipo di tesi. Per informazioni: ATA, strada Torino n. 32A - 10043 Orbassano (TO), tel. 011 - 9032364 ;
2)ACTL (Associazione per la cultura ed il tempo libero). Ne abbiamo già parlato a proposito dello sportello stage della Regione Lombardia cui si rinvia. In questa sede ci preme mettere in luce che tra gli aderenti all’iniziativa di ACTL annoveriamo: Autogrill, Microsoft, Nissan, Philips, Zenith. Per informazioni : ACTL : Via Silvio Pellico n. 6 - 20121 Milano, tel. 02 - 86464080;
3)ASSOCIAZIONE MERCURIUS , si rivolge essenzialmente ai laureati . Essa offre agli studenti desiderosi di entrare in contatto con le imprese vari servizi: acquistando una tessere dell’associazione il laureato può inserire il proprio nominativo in un grande data base consultato dalle aziende, riceve una rivista e ottiene un annuario azienda - informa. Per informazioni rivolgersi ad ASSOCIAZIONE MERCURIUS, Via Vanchiglia n. 18 - 10124 Torino, tel. 011 - 8124047 ;
4)CIEE (Council on international educational exchange. La suddetta struttura organizza programmi di lavoro e stage all’estero. Tali programmi di lavoro consentono agli studenti italiani di lavorare per sei mesi , in Inghilterra , o in altre nazioni europee, o negli Stati Uniti. Per informazioni: CIEE, Via della Lungara 233 - 00165 Roma, tel. 06 - 6832109 .

2.4 APPRENDISTATO
L’apprendistato è un contratto di lavoro a causa mista, perché l’obbligazione del datore di lavoro è duplice: da un lato quello di pagare il giusto corrispettivo a fronte della prestazione lavorativa, dall’altro quella di formare il giovane fino a farlo divenire un lavoratore qualificato. L’azienda usufruisce di forti sgravi contributivi. I soggetti destinatari sono giovani tra i 16 e i 24 anni, 26 nelle aree dell’obiettivo 1 e 2 dell’Unione Europea, tale limite è elevato a 29 anni per il settore dell’artigianato e per gli addetti a mansioni con elevato contenuto professionale. Tali limiti vengono elevati di altri due anni per i soggetti con handicap. I contratti collettivi nazionali disciplinano ulteriormente gli aspetti della durata , quello economico etc., normalmente l’apprendistato non può essere superiore a 4 anni né inferiore a 18 mesi. Una deroga viene ammessa , come abbiamo visto per il settore dell’artigianato ove si richiedano lavorazioni ad alto contenuto professionale , in questo caso la durata può essere di 5 anni ; una durata di 5 anni è prevista anche per i mestieri artistici. Abbiamo già detto che il contratto di apprendistato viene disciplinato in modo dettagliato dai contratti collettivi, pertanto, anche l’orario di lavoro sarà quello tipico previsto (8 ore giornaliere e 40 ore settimanali). In più vi è l’elemento della formazione per almeno 120 ore l’anno e un insegnamento anche fuori dall;azienda. Il contratto di lavoro avendo una durata specifica è a tempo determinato, quindi non pone problemi di sorta al datore di lavoro che non è obbligato ad assumere il lavoratore allo scadere del rapporto. La retribuzione , trattandosi di apprendistato, è inferiore a quella prevista per gli altri lavoratori, pertanto, i vantaggi per l’impresa sono notevoli, specie se a ciò aggiungiamo il fatto che la contribuzione previdenziale è assai inferiore a quella prevista per gli altri lavoratori. Vantaggi sensibili per il datore di lavoro, ma anche per l’apprendista che, comunque vada, lavora , percepisce la sua retribuzione e impara un mestiere.





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