Come cambia il mercato del lavoro alla luce della riforma Biagi...

1.0 Servizi per l'impiego prima della Riforma Biagi.
La grande azione di decentramento amministrativo realizzata a cavallo degli anni 1997 - 2000 con i provvedimenti legati all'attuazione della c.d. Legge Bassanini, Legge n. 59/97, ha determinato un grande mutamento dei servizi all'impiego. Il decentramento delle funzioni è stato attuato con i vari D. Lgs. N. 469/97, n. 112/98, n. 297/02 e con la legge n.30/03 e suoi decreti attuativi. La Regione Abruzzo con la Legge Regionale n. 76/98 ha recepito le nuove funzioni in materia di collocamento e politiche attive del lavoro ripartendo le relative funzioni tra sé medesima , le Province e i Comuni . Essa ha, infatti, individuato per sé funzioni di indirizzo, programmazione, coordinamento, monitoraggio, e verifica sui compiti e funzioni attribuiti ai sensi dell'art. 2 del citato D.L.gs. n. 469/97. Persegue, inoltre, nell'ottica della programmazione delle politiche formative e di orientamento, la loro integrazione con le Politiche del Lavoro ed i Servizi all'impiego. La Regione, infine, si è riservata anche la competenza di provvedere alla realizzazione degli interventi di sostegno all'occupazione disciplinati dalla medesima legislazione regionale, e, non espressamente delegati alle province. La legge Regionale 16 Settembre 1998 n. 76 , ha riorganizzato i Servizi Regionali all'impiego in attuazione dell'art. 1 L. 15 Marzo 1997 n. 59 (c.d. Legge Bassanini) e dell'art. 4 del D. Lgs. 23/12//1997 n. 469 che ha previsto i "Centri per l'Impiego" in sostituzione degli ex "uffici di collocamento", prevedendo all'interno dei predetti centri dei S.I.L.U.S. (Sistema di Inserimento Lavorativo di Soggetti, Svantaggiati).
I Centri per l'Impiego , sotto la competenza funzionale delle province, si occupano della gestione diretta delle liste dei lavoratori, (ora abrogate a seguito della Legge Biagi, entrata in vigore il 24 ottobre 2003), delle liste di mobilità, dell'approvazione dei progetti di pubblica utilità , nonché dell'attività di promozione, accoglienza, informazione e consulenza, in favore di soggetti disoccupati, in linea con un moderno sistema di servizi all'impiego.
All'interno dei Centri per l'Impiego sono stati attivati i S.I.L.U.S.: essi hanno il compito di favorire l'inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati e disabili attraverso le attività di accoglienza, orientamento e preselezione.
Salendo nella scala gerarchica dell'organizzazione dei servizi regionali all'impiego troviamo la Commissione Unica Provinciale . Essa è un organo tripartito permanente di concertazione e di consultazione delle parti sociali, composta dal Presidente della Giunta Provinciale, sei componenti designati dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative e dalle associazioni datoriali, il Consigliere di Parità, e tre rappresentanti (non effettivi delle associazioni di disabili maggiormente rappresentative).
Salendo ancora troviamo il Comitato di Coordinamento Istituzionale, composto dall'Assessore regionale al lavoro, dai Presidenti delle amministrazioni Provinciali o da loro delegati, da due rappresentanti dell'A.N.C.I. e, da un rappresentante dell'U.N.C.E.M. . Il Comitato esprime pareri sugli atti di programmazione regionale e provinciali in materia di politica del lavoro e della formazione professionale, svolgendo un'utile funzione di raccordo.
Consulenza e assistenza tecnica e progettuale nelle suddette tematiche, sono fornite dall'ente strumentale "Abruzzo Lavoro", (ente che ha sostituito l'Agenzia Regionale per l'impiego). Esso opera come Agenzia , svolgendo funzioni di assistenza tecnica alla regione ed alle province e nel monitoraggio del Mercato del Lavoro .
Il vertice della concertazione a livello regionale viene svolto dalla Commissione Tripartita Regionale Permanente così composta:
dall'Assessore al Lavoro della Giunta Regionale, da sei componenti designati dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative e dalle associazioni datoriali, il Consigliere di Parità, e tre rappresentanti (non effettivi) delle associazioni di disabili maggiormente rappresentative.
Il sistema delineato dalla riforma sul mercato del lavoro prevede, la realizzazione di un S.I.L. (Sistema Informativo Lavoro), inteso quale strumento di governo delle politiche attive del lavoro. Tale sistema informativo, mai decollato, in verità, è stato sostituito da un altro sistema informativo denominato "Banca del Lavoro"; in entrambe le ipotesi emerge chiara la difficoltà di adottare un unico ed efficiente sistema telematico nazionale. Ragion per cui, in attesa di una soluzione definitiva, il sistema regionale dei servizi all'impiego sta ancora adottando moduli sperimentali. Altre modifiche sono state disposte dal Decreto Legislativo n. 181/00, che, ha provveduto ad individuare i soggetti destinatari delle varie misure di inserimento nel mercato del lavoro e, ha definito le condizioni di disoccupazione.

1.1 Riforme del Collocamento, Riforma Biagi: verso un nuovo mercato del lavoro.
Ulteriori riforme si sono succedute in questi anni :
- il Decreto Legislativo 21 Aprile 2000 n. 181, che ridefiniva lo status di disoccupazione (da riconfermare entro sei mesi);
- il Decreto del Presidente della Repubblica 7 Luglio 2000 n. 442 che , istituisce i servizi alle persone in cerca di lavoro con un elenco anagrafico dei suddetti;
- ennesima riforma è stata attuata dal D. Lgs . 297/2002 , che punta allo svecchiamento degli uffici di collocamento e introduce lo status di disoccupato, che non è più chi è privo di lavoro, ma chi è "alla ricerca di un'attività secondo le modalità definite dai servizi competenti; il D. Lgs. 297, inoltre liberalizza il settore (fine del monopolio pubblico del collocamento) affiancando ai centri per l'impiego altri soggetti autorizzati;
- infine, la legge Biagi sul mercato del lavoro (Legge n. 30/2003), ha liberalizzato il collocamento privato .
Nel nuovo sistema esisteranno tre principali attività di collocamento :

a) intermediazione:
- attività di mediazione tra domanda e offerta di lavoro, anche in relazione all'inserimento lavorativo dei disabili e dei gruppi di lavoratori svantaggiati, comprensiva: della raccolta dei "curricula", della preselezione e costituzione della relativa banca dati, della promozione e gestione dell'incontro tra domanda od offerta di lavoro, dell'effettuazione, su richiesta del committente, di tutte le comunicazioni conseguenti alle assunzioni avvenute a seguito dell'attività di intermediazione, della progettazione ed erogazione di attività formative finalizzate all'adeguamento delle competenze o delle capacità dei lavoratori.

b) Ricerca e selezione ;
Attività di consulenza di direzione finalizzata alla risoluzione di una specifica esigenza dell'organizzazione committente, attraverso l'individuazione di candidature idonee a ricoprire una o più posizioni lavorative in seno all'organizzazione medesima, su specifico incarico della stessa, e comprensiva di: analisi del contesto organizzativo del committente, individuazione e definizione delle esigenze dello stesso committente, definizione del profilo di competenze e di capacità della candidatura ideale, pianificazione e realizzazione del programma di ricerca delle candidature attraverso una pluralità di canali di reclutamento, valutazione delle candidature individuate, formazione della rosa di candidature più idonee, progettazione ed erogazione di attività formative, assistenza nella fase di inserimento dei candidati, verifica e valutazione dell'inserimento e del potenziale dei candidati.

c) Supporto alla ricollocazione professionale.
Attività effettuata su specifico ed esclusivo incarico dell'organizzazione committente, anche in base ad accordi sindacali, finalizzata alla ricollocazione nel mercato del lavoro di prestatori di lavoro, singolarmente o collettivamente considerati attraverso la preparazione, formazione e l'affiancamento della stessa nella nuova attività.
Queste attività andranno svolte da apposite "agenzie per il lavoro", che dovranno essere autorizzate e accreditate presso il Ministero e le Regioni ove svolgeranno la loro attività . Queste dovranno avere cura di disciplinare le forme della cooperazione tra i servizi pubblici e gli operatori privati per le funzioni di incontro tra domanda e offerta di lavoro, prevenzione della disoccupazione di lunga durata, promozione dell'inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati, sostegno alla mobilità geografica del lavoro.
In particolare , le nuove agenzie per il lavoro potranno svolgere una o più delle seguenti attività:
1) somministrazione di lavoro a tempo determinato (il vecchio "lavoro interinale");
2) somministrazione di lavoro a tempo indeterminato (denominato staff leasing);
3) attività di intermediazione e collocamento ;
4) attività di ricerca e selezione del personale;
5) ricollocazione del personale (outplacement) .
Come si vede il collocamento pubblico , se non si rinnova alla svelta rischia di essere spazzato via dalle presenti novità legislative e rischia di rimanere confinato alla collocazione dei soli soggetti disabili .
A tal proposito, vi è da dire che, mentre in passato vi era un solo servizio specializzato nella collocazione di soggetti disabili (il S.I.L.U.S.), ora , con il nuovo sistema, è espressamente previsto che la predetta attività venga effettuata specificatamente da tutti i soggetti abilitati (pubblici e privati), proprio per favorire l'inserimento lavorativo dei disabili e dei lavoratori svantaggiati. E' innegabile in vantaggio per il lavoratore, che , rispetto al passato, potrà usufruire di una molteplicità di servizi sparsi sul territorio.
Da ultimo il D.Lgs. 276/03 attuativo della L. n. 30/03 . ha individuato i nuovi soggetti che potranno operare nell'intermediazione purché operanti senza scopo di lucro :
· le Università, pubbliche e private, ( ma anche Fondazioni) ,che potranno svolgere (senza fini di lucro), l'attività di intermediazione senza particolari autorizzazioni ministeriali;
· i Comuni, le Camere di Commercio e le Scuole Secondarie ;
· le Associazioni di datori di lavoro e lavoratori più rappresentative, firmatarie di contratti collettivi nazionali e le associazioni Territoriali, tenute a presentare richiesta all'albo previsto dall'art. 2, commi 2 e 3 Legge Biagi.
· L'esercizio delle nuove attività di collocamento, pubblico e privato, non comporta alcun onere per il lavoratore tranne per specifiche categorie di lavoratori altamente professionalizzate , per le quali i contratti collettivi di categoria potrebbero porre delle deroghe.
· Per concludere la "Borsa continua del lavoro" (un sistema aperto di incontro domanda - offerta di lavoro) andrà a sostituire l'attuale S.I.L. (Sistema Informativo del lavoro), mai efficacemente entrato in vigore.
· Il nuovo sistema del collocamento (iniziato con il D.Lgs. 297/02) ha decretato l'abolizione delle liste di collocamento, sostituite dall'elenco anagrafico unico; è stato abolito anche il libretto di lavoro e sua sostituzione con una sorta di "card elettronica" contenente tutte le informazioni sul lavoratore .

1.3 Problematiche dei Servizi pubblici all'Impiego .

Un primo aspetto che è bene rilevare, è che una simile riforma fatica a trasformare il vecchio Ufficio di Collocamento, ove sino a poco tempo fa ci si limitava a certificare una situazione esistente, (disoccupazione o attività lavorativa), in un moderno centro di servizi orientato all'utenza.
Per restare in tema normativo, è da sottolineare come il D.Lgs. n. 297/02, emanato in attuazione dell'art. 45 della legge n. 144/99, abbia modificato il precedente decreto n. 181/00 . Sono state, infatti , introdotte nuove norme dirette ad agevolare l'incontro tra la domanda e l'offerta di lavoro. Si è affermato , infatti , l'orientamento, mutuato dalla Comunità Europea, di adeguare i servizi dei Centri per l'Impiego, affinché promuovano strategie preventive nei confronti della disoccupazione giovanile e di lunga durata. E' necessario, quindi, che i Servizi all'Impiego adottino misure di inserimento professionale personalizzato. Appare necessario che vengano adottate delle risposte che tengano conto delle esigenze dei disoccupati e, che prevedano delle azioni differenziate sul territorio.
Alla luce dei primi risultati concreti della delineata riforma, possiamo delineare le seguenti problematiche tipiche dei servizi pubblici all'impiego:
1) i servizi pubblici all'impiego pur costituendo una novità, si caratterizzano per una loro marginalità nel sistema del mercato del lavoro , essendo riusciti a contattare solo 100.000 iscritti rispetto agli oltre 3,7 milioni di iscritti (v. ultimo rapporto 2003 del Ministero del Welfare);
2) la complessiva inadeguatezza organizzativa. Pur in presenza di lodevoli eccezioni, manca un processo di definizione degli standard qualitativi dei servizi pubblici cui orientare il servizio, manca una programmazione di interventi per la qualificazione dei Servizi all'impiego e per la qualificazione delle Risorse Umane;
3) mancanza di realizzazione di condizioni di rete nei servizi (per le ragioni suesposte);
4) eccessiva lentezza nella realizzazione delle funzioni individuate dal Masterplan dei servizi da attivare;
5) scarsa capillarità sul territorio . Le province , pur palesando buona volontà, non possono coprire bene l'intero territorio provinciale con i loro servizi. Vaste aree provinciali restano sfornite, per le motivazioni prima evidenziate, di servizi adeguati ed efficienti .
6) Dalle osservazioni sinora emerse, possiamo concludere ribadendo come i Servizi all'Impiego siano ancora improntati in un'ottica prettamente "amministrativa", piuttosto che in una logica di "servizio", orientato all'utenza;
7) ciò fa sì che sia carente l'orientamento ai bisogni dell'utenza ed alla personalizzazione degli interventi:
a) mancano strutture adatte, per la loro intrinseca capacità a mediare tra il mondo istituzionale e quello giovanile ;
b) strutture capaci di mettere in rete tutti gli attori che si occupano del mondo del lavoro, compresi i giovani ed i cittadini destinatari di determinati provvedimenti;
c) infine, a causa della, già ricordata, scarsa capillarità degli attuali Servizi all'Impiego, mancano oggigiorno degli strumenti capaci di fornire risposte alle peculiarità dei mercati del lavoro locali.





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